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lunedì 25 novembre 2013

CATECUMENI: CUSTODITE L’ENTUSIASMO DEL PRIMO MOMENTO CHE VI HA FATTO APRIRE GLI OCCHI ALLA LUCE DELLA FEDE

Città del Vaticano, 23 novembre 2913 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto il Rito di ammissione al Catecumenato, indetto nel contesto dell'Anno della fede. Erano presenti circa 500 catecumeni, provenienti da 47 paesi dei cinque continenti, accompagnati dai loro catechisti. Dalle ore 16:00, prima dell’arrivo del Santo Padre, sono state proposte ai presenti alcune testimonianze di adulti che si stanno preparando a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana e di una coppia di catechisti. Alle ore 16.30 è iniziata la Liturgia, con i Riti di introduzione che si sono svolti nell’atrio della Basilica di San Pietro, dove il Papa ha accolto una rappresentanza dei candidati con i loro garanti, invitandoli poi ad entrare in chiesa.

Nel corso della Liturgia della Parola, prima della consegna del testo dei Vangeli ad alcuni dei catecumeni, Papa Francesco ha pronunciato l’omelia ed ha ricordato che i presenti provenivano da molti Paesi diversi "da tradizioni culturali ed esperienze differenti. Eppure,- ha detto - questa sera sentiamo di avere tra di noi tante cose in comune. Soprattutto ne abbiamo una: il desiderio di Dio. (...) Quanto è importante mantenere vivo questo desiderio (...). Se viene a mancare la sete del Dio vivente, la fede rischia di diventare abitudinaria, rischia di spegnersi, come un fuoco che non viene ravvivato. Rischia di diventare 'rancida', senza senso".

Papa Francesco ha citato il racconto del Vangelo nel quale Giovanni Battista indica ai suoi discepoli Gesù come l'Agnello di Dio. "Due di essi seguono il Maestro, e poi, a loro volta, diventano 'mediatori' che permettono ad altri di incontrare il Signore, di conoscerlo e di seguirlo. Ci sono tre momenti in questo racconto che richiamano l’esperienza del catecumenato".

"In primo luogo, c’è l’ascolto. I due discepoli hanno ascoltato la testimonianza del Battista. Anche voi, cari catecumeni, avete ascoltato coloro che vi hanno parlato di Gesù e vi hanno proposto di seguirlo (...). Nel tumulto di tante voci che risuonano intorno a noi e dentro di noi, voi avete ascoltato e accolto la voce che vi indicava Gesù come l’unico che può dare senso pieno alla nostra vita".

"Il secondo momento è l’incontro. I due discepoli incontrano il Maestro e rimangono con Lui. Dopo averlo incontrato, avvertono subito qualcosa di nuovo nel loro cuore: l’esigenza di trasmettere la loro gioia anche agli altri, affinché anch’essi lo possano incontrare. Andrea, infatti, incontra suo fratello Simone e lo conduce da Gesù. Quanto ci fa bene contemplare questa scena! Ci ricorda che Dio non ci ha creato per essere soli, chiusi in noi stessi, ma per poter incontrare Lui e per aprirci all’incontro con gli altri. Dio per primo viene verso ognuno di noi; e questo è meraviglioso! (...) Nella Bibbia Dio appare sempre come colui che prende l’iniziativa dell’incontro con l’uomo: è Lui che cerca l’uomo, e di solito lo cerca proprio mentre l’uomo fa l’esperienza amara e tragica di tradire Dio e di fuggire da Lui. Dio non aspetta a cercarlo: lo cerca subito. È un cercatore paziente il nostro Padre! Lui ci precede e ci aspetta sempre. Non si stanca di aspettarci (...) E quando avviene l’incontro, non è mai un incontro frettoloso, perché Dio desidera rimanere a lungo con noi per sostenerci, per consolarci, per donarci la sua gioia. Dio si affretta per incontrarci, ma mai ha fretta di lasciarci. (...). Come noi aneliamo a Lui (...) così anche Lui ha desiderio di stare con noi, perché noi (...) siamo le sue creature".

"L’ultimo tratto del racconto è camminare. I due discepoli - ha spiegato il Papa - camminano verso Gesù e poi fanno un tratto di strada insieme con Lui. (...) La fede è un cammino con Gesù (...) ed è un cammino che dura tutta la vita. Alla fine ci sarà l’incontro definitivo. Certo, in alcuni momenti di questo cammino ci sentiamo stanchi e confusi. La fede però ci dà la certezza della presenza costante di Gesù in ogni situazione, anche la più dolorosa o difficile da capire".

"Cari catecumeni - ha concluso il Pontefice - oggi voi iniziate il cammino del catecumenato. Vi auguro di percorrerlo con gioia, certi del sostegno di tutta la Chiesa, che guarda a voi con tanta fiducia. Maria, la discepola perfetta, vi accompagna (...). Vi invito a custodire l’entusiasmo del primo momento che vi ha fatto aprire gli occhi alla luce della fede".

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